mercoledì 10 giugno 2009

Fotografie

Ci sono fotografie che sono come il mare. Continui a guardarle senza mai stancarti, sembrano avere ogni volta un nuovo dettaglio. E le piu' belle non sono mai state scattate, sono impresse nella mente.

mercoledì 3 giugno 2009

Pillola...

Equilibro non e' riuscire a far avanti e indietro da una parte all'altra del fiume saltellando con le punte sui sassi sporgenti, ma passeggiare serenamente su una delle sponde, ascoltando il suono dell'acqua che scorre, con la convizione di trovarsi dal lato giusto della vita.

venerdì 9 gennaio 2009

Sembra quasi vero....


E' solo un gioco, una prova, ma fa il suo effetto...

lunedì 5 gennaio 2009

Sole e mare

Sono giorni che ci penso.
Dove vivere. Sembra banale, ma non lo e' affatto.
Nasciamo in un posto e ci mettiamo in un modo o nell'altro le radici. Costruiamo le nostre basi, le nostre amicizie, gli affetti sono legati ad un posto che non abbiamo scelto, ci e' stato in un certo senso imposto in maniera assolutamente casuale ed arbitraria.
Ognuno di noi almeno una volta si sara' posto la domanda: e se fossi nato a New York? O a Bogota? O a Tokyo?
Una locazione, uno paese, una citta', una nazione e' solo un punto di partenza. Sta a noi trovare dove realmente decidere di proseguire il viaggio ed infine svernare.
Ma non e' cosi' semplice, perche' nel mentre che si arriva a maturare questa decisione, questa consapevolezza, ci si ritrova con i piedi piantati nella terra.
Ci si ritrova innamorati di quella terra e anche giustamente. Quella terra che ti ha dato la nascita, che ti ha permesso di essere quello che sei e che, se almeno un po' l'hai davvero amata, e' cosi' anche grazie a te.
Il segno, la traccia....Sarebbe stupendo per ognuno avere la consapevolezza di averla lasciata, anche se minima, anche se per pochi. Essere ricordati, non svanire nell'anonimato di un'esistenza inutile. Soddisfazione. Per se stessi. Per gli altri.
Ma alla fine, a chiusura di bilancio, alla rendicontazione, sei sempre tu e solo tu.
L'amore per la propria terra, il donarsi alla propria terra, meraviglioso gesto.
Ma alla fine, a chiusura di bilancio, alla rendicontazione, sei sempre tu e solo tu.
Ed e' a quel punto che ti rendi conto che non sempre la tua terra, per quanto amata, corrisponde alle tue esigenze.
Non parlo di lavoro o divertimento. Parlo di star bene con se stessi. Di serenita' interiore. Di vivere in un posto in cui ti svegli la mattina e respiri a pieni polmoni.
Voglio il mare. Voglio il sole. Sto seriamente meditando di andarmene piu' a sud.
In realta' la vera svolta sarebbe andar via dall'Italia, ma per ora non e' fattibile, anche se l'ipotesi non e' da scartare totalmente.
Avevo detto tempo fa che a inizio anno avrei deciso cosa fare della mia vita. Lo sto facendo. Ho deciso di rimanere qui dove sono al massimo 9-10 mesi, poi mi trasferisco al mare. Devo solo riuscire a trovare un lavoro stabile, ma c'e' tutto il tempo.
Sogno di svegliarmi al mattino, uscire di casa, fare un bagno, doccia e lavoro.
Niente di cosi' irrealizabile. Avere il mare fuori dalla finestra anche in inverno. Scriverei molto di piu' se avessi il mare sempre in faccia, se lo respirassi ogni giorno.
Non e' complicato. Come nessuno dei miei sogni. E poi in Sicilia ho tanti amici...

giovedì 25 dicembre 2008

E' un Natale che non e' "natale"

L'accezione del termine, se cosi' si puo' definire, tristemente non mi esalta.
Cosa c'e' di "natale" in quest'anno che ha portato l'antitesi della nascita?
Scrivo per non dimenticare. Scrivo per ricordare quindi.
Resto a casa per commemorare. Perche' troppo spesso dimentico di farlo. Perche' non si deve dimenticare una vita dedicata. Perche' non si deve dimenticare una vita donata e preservata.
Un dono. Un Regalo.
Generalmente chi ci regala qualcosa ce ne trasferisce la proprieta'. Sta a noi preservarla, curarla e far si che si mantenga in essere.
Eccezione a questa regola e' la vita. Soprattutto quando ci viene donata in funzione della propria.
Regalare un maglione, un cacciavite o un televisore e' un bel gesto, ma non e' come regalare il proprio privandosene.
Lavori, guadagni, strisci la carta, compri. Finito. Stop.
Generare vita, dedicarsi a far si che rimanga tale, proteggerla, alimentarla e poi non avere la possiblita' neanche di vederne i frutti e' un investimento cieco.
IO sono un investimento cieco.
Non posso dire grazie. E dovrei.
E dovrei averlo fatto. Ma non l'ho fatto.
Perche' non capivo. Perche' mi era tutto concesso. Perche' mi era dovuto.
Perche' non c'era sforzo nel respirare, come non c'e' stato sforzo nello smettere di farlo.
Terrificante e' stato svegliarsi una mattina, accanto alla fonte della tua vita e non trovare piu' vita, non trovare piu' fonte, non trovare piu' le parole, o trovarne troppe e nessuna che sia giusta.
Magari poche sarebbero bastate.
Magari "grazie" per tutto...
Magari "scusa" per tutte le volte che....
Magari "perdono" per quelle altre volte che....
O magari piu' semplicemente "ti voglio bene" per tutte le volte.

O magari e' solo fatalmente tardi.
E adesso c'e' solo una soluzione. Fare in modo che un investimento non vada perso.
La soluzione e' vivere. Nel modo migliore. Nel modo che piu' le avrebbe portato gioia. Senza "ma io...", senza "forse", senza "sarebbe meglio che...".
Non penso di riuscirci. Dovrei essere grande come lei che ci riusciva con una disinvoltura sconvogente a capirla adesso.
Ma come si fa, come? Rinunciare a se stessi con tanta spontaneità e senza il minimo rimpianto o debolezza, o abbandono.
Il trucco, ma allo stesso tempo il danno e' quello. Non far apparire il sacrificio come tale, rende il sacrificio stesso invisibile.
Tutto cio' lo rende puro, ma allo stesso tempo non apprezzabile. Ma proprio per questo ancora piu' puro perche' concepito non in funzione di un riscontro, di un ringraziamento, di un tornaconto.
Incondizionato. Come solo l'Amore di una madre sa essere. Unico e solo. Unico e solo.
Buon Natale Mamma, ovunque tu sia ora. Di certo non sarai dietro quella lastra di marmo che poco mi capita di visitare.
Domani non lavoro, mi piacerebbe tanto svegliarmi con l'odore del sugo dei giorni di festa, ma trovero' solo il puzzo terribile delle mie sigarette.

mercoledì 17 dicembre 2008

Contrordine

Ho cambiato idea.
Un lampo. Durante una delle ennesime trasferte di lavoro.
Ho acceso il pc e cominciato a scrivere.
Ho deciso di provarci. Partendo da un'idea che mi ha entusiasmato, ho scritto un capitolo centrale.
Non so se riusciro' mai a finirlo, ci mettero' dentro un po' di pagine prese da qui e molto altro spero di riuscire a concepirlo.
Non e' facile, a prendersi per il culo basterebbe dire che non ho tempo. Ma non e' quello.
E' che sono abituato a scrivere di cose che vivo. Come dice Asia, dovrei immedesimarmi nei personaggi, vivere con loro, gioire con loro, soffrire con loro e tirarne fuori l'anima.
Vediamo cosa ne verra' fuori. Un romanzo. Quante volte ci ho pensato e sono giunto alla conclusione che non se sarei stato capace.
E' il momento di provarci. Mi metto alla prova. Se non ci riesco pazienza.

Non e' un gran momento, forse questo mi aiutera'. Scrivo meglio quando non sono distratto dalla serenita'.
Scrivo meglio quando sono cupo, quando mi sento solo, quando ho la sensazione che niente va come vorrei.
Ed e' cosi' che mi sento. Non riesco a coltivare niente, ho le mani di pietra. Qualsiasi cosa sfiori ne esce graffiata. Qualsiasi cosa tenti di stringere, si rompe in mille pezzi.
"Mani di pietra" e' un bel titolo ora che ci penso. Chissa' cosa ne pensa Sophie. Glielo chiedero'. E la piccola Francesca? Povero tesoro neanche e' stata partorita dalla mia mente che gia' comincio a porle domande a cui non e' in grado di rispondere.

domenica 2 novembre 2008

Una traccia

ANNUNCIO IN BACHECA

Ho deciso di convertire questo spazio. Da semplice contenitore dei miei pensieri, vorrei portarlo a diventare un calderone delle esperienze comuni. Progetto ambizioso ma non irrealizzabile.
Pregherei quindi i gentili clienti della bottega di lasciare una traccia del proprio passaggio, firmata con una sigla, una lettera puntata o un simbolo qualsiasi, cosi' da poterne ricostruire la storia degli interventi.
Se poi ho la fortuna di conoscervi e ovviamente se ne avete voglia, fate in modo che possa capirlo.
Scusatemi ma sto impazzendo, mi sto scervellando per capire chi ha scritto il commento nel post precedente.